L’export sempreverde: il Grana Padano non conosce crisi

L’export sempreverde: il Grana Padano non conosce crisi

Con oltre seicentomila forme esportate ed un sostanzioso aumento del 10% rispetto alla passata stagione, il Grana Padano, nel primo semestre di quest’anno, conferma di essere il prodotto leader di tutti i DOP italiani, confermandosi come eccellenza valida anche a livello commerciale.

Dato questo che, oltre che come esportazione, trova riscontro anche nel mercato nazionale dal momento che le vendite registrate sia nei caseifici dove viene proposto in modo diretto che nella grande distribuzione, sono più che buone.
Lo stesso non si può dire per le vendite nei discount e negli ipermercati dove il prodotto soffre la concorrenza di prodotti non allo stesso livello ma dai costi più bassi.
Il presidente del Consorzio Tutela Grana Padano, dott. Baldrighi, afferma che il mercato nordamericano è quello che ha registrato il maggior incremento delle vendite anche grazie al deprezzamento dell’euro sul dollaro.

Negli USA la crescita è stata del 60% nei primi quattro mesi con ben 67.000 forme vendute. L’andamento positivo si registra anche all’interno della CEE soprattutto in Spagna e in Germania con una crescita di quasi il 10% delle esportazioni.
Penalizzato a causa dell’embargo, il mercato russo dove il calo delle richieste è circa dell’80% per un danno economico pari a quasi 4 milioni di euro sempre nei primi quattro mesi.
Interessante crescita è quella della versione grattugiata che aumenta del 5% e impiegando quasi un milione e duecentomila forme di Grana Padano.

L’analisi prodotta dal direttore generale del Consorzio, dott. Berni, mette in rilievo il fatto che fisiologicamente il clima caldo del mese di luglio ha ridotto la produzione di latte e questo ha consentito di ridurre le forme immagazzinate in precedenza che non sono state rimpiazzate da un surplus di prodotto e che questo fattore, ottimizza l’ultima parte della stagione anche se il settore caseario europeo non si prospetta ideale.

Tuttavia –prosegue l’analisi del DG- se le produttività all’interno dei caseifici nel trimestre luglio-settembre mantenessero intatte le previsioni fatte, gli ultimi tre mesi di questo 2015 confermeranno la tendenza positiva di un anno che ha raggiunto importanti target commerciali. Una ulteriore conferma di un prodotto italiano che è apprezzato in tutto il mondo per le sue peculiarità e l’inconfondibile sapore.